Tormalina nera: la forza per riprendere il controllo della nostra vita!



Cari Amici, siete pronti? Ne sono estremamente contenta! Sapete perché?

Oggi voglio presentarvi (sempre a modo mio, ovvio!) una pietra semi-preziosa/una gemma che definire con qualunque aggettivo è riduttivo (ne azzardo alcuni: "straordinaria", "bizzarra", "affascinante", "singolare", "multiforme"), considerando la particolarità che costituisce e le caratteristiche che presenta, la tormalina, che grazie alla varietà di sfumature con cui è presente in natura si potrebbe anche considerare una “pietra camaleonte”, pare essere una delle poche, se non l’unica, ad annoverare tutti i colori dell’arcobaleno.


Il vocabolo “tormalina” deriva dal singalese "turamali" (nome utilizzato originariamente dai gioiellieri di Ceylon per designare le gemme sulla cui identità nutrivano dubbi) che viene tradotto “mescolanza di colori”, “pietra di colori misti”, “pietra che attira la cenere”. Si sa che era già nota in Europa nel III secolo a.C., che era presente in molte miniere dell’Oriente che rifornivano pietre preziose anche ai Romani e che era denominata "lincurio" dalla favola tratta dalle “Metamorfosi” di Ovidio, il quale considera la pietra come orina di lince congelata; forse lincurio da Liguria perché la si confondeva con il "succinum" (sostanza derivante dalla resina di alberi antichi e da lungo tempo estinti quindi sostanzialmente dalla linfa) presente in quella regione o, ancora, per il luccichio della gemma, simile all’occhio della fiera.


L’antica leggenda


Narra che la bacchetta magica del mago Merlino fosse, in realtà, un lungo e trasparente cristallo di tormalina, capace di esaudire tutti i desideri.

Anticamente si riteneva che l’utilizzo di questa pietra favorisse la comunicazione con gli spiriti dei morti ed ampliasse i poteri di chiunque si interessasse di scienze occulte.

Tra le famiglie reali dell’Estremo Oriente era molto popolare: gli ultimi imperatori della Cina, per esempio, erano accaniti estimatori delle tormaline rosa. Nella tradizione araba la tormalina veniva ritenuta un simbolo del Sole, in grado di rafforzare il cuore e di proteggere dagli incubi.


Più tardi cominciò ad essere richiesta anche in Europa, dove giunse nel ‘700 da Ceylon e dallo Sri Lanka, grazie ad una società commerciale olandese che iniziò ad importare le pietre preziose e solo nel XVII secolo venne definita “simbolo di quella saggezza, che rimane luminosa anche di fronte alle vicissitudini del destino” (Bernardo Caesius (Cesi), trattato Mineralogia, 1636, pubblicazione postuma a Lione - Francia).


Per molti anni si pensò che i cristalli di tormalina avessero delle proprietà curative e che rafforzassero la mente e lo spirito.


La tormalina era anche una parte preziosa della medicina antica e della medicina dell'Estremo Oriente. In India i cultori dello yoga sostengono che la gemma, essendo fortemente elettrica, contribuisca a formare ioni negativi, favorendo la ricostruzione dell’energia vitale ("prana", secondo la definizione), diffusa nell’aria ed oggi costantemente minacciata dall’inquinamento.


La tormalina, quindi, era già nota presso gli antichi; tuttavia è solo a partire dagli anni Ottanta che s’iniziarono a rinvenire grosse quantità di tormalina, soprattutto in Sri Lanka e questo cristallo venne consacrato quale pietra principale a sostegno del risveglio spirituale dell’Era dell’Acquario.



La sua particolarità è la vasta gamma di colori


E' infatti presente in natura in oltre 100 tonalità differenti, talvolta policrome; nella più recente classificazione di Nickel - Strunz (basata sia sulle caratteristiche chimiche che sulle caratteristiche cristallografiche dei minerali) esistono 22 tipi (sottogruppi) di tormaline, divise in base alla composizione chimica ed al colore.

I cristalli di tormalina sono costituiti da sodio e da alluminio, con percentuali variabili di altri elementi, che determinano le differenti cromie: ferro, cromo, calcio, litio, manganese, magnesio e metalli alcalini.

E’ un minerale che si forma nelle rocce che solidificano più in profondità sotto alla crosta terrestre (le plutoniti) e risale verso la superficie grazie ad un viaggio che può durare anche migliaia di anni.


La sua provenienza è quanto mai ampia: le varietà limpide più belle provengono dall'Isola d’Elba, dal Minas Gerais (Brasile), dagli Urali (Russia), dal Madagascar, da Sri Lanka, Namibia, Mozambico, Maine e California (USA). Cristalli opachi ben formati si trovano nelle pegmatiti alpine, ad Olgiasca (LC), Candoglia e Craveggia (NO), Sondalo (SO) ed in Val di Vizze (BZ). Famosi cristalli multicolori provengono da Pala e Ramona in California e dal Maine (USA), dal Brasile; dal Madagascar provengono delle tormaline multicolori, rosse al centro e verdi ai lati e dall'Isola d'Elba (varietà elbaite) le tormaline che alla base del cristallo sono brune, man mano diventano verdi, fino a diventare incolori nella sommità. Inoltre risulta che sul mercato sono molto apprezzati i cristalli di tormalina, anche di grosse dimensioni, provenienti dall'Afghanistan e che recentemente sono stati rinvenuti eccezionali cristalli da taglio in Nigeria ed in Mozambico.


Tenetevi forte, perché le peculiarità/le curiosità su questo cristallo non sono terminate.

A che cosa mi riferisco?!?

La particolare struttura cristallina interna conferisce delle caratteristiche particolari, che sono state denominate:


1. piezoelettricità: la capacità di caricarsi di elettricità per azione della pressione;

2. piroelettricità: la capacità di caricarsi di elettricità per azione del calore;

3. pleicroismo: la doppia rifrazione della luce a seconda della direzione di osservazione; se i colori osservabili sono due, si parla di dicroismo mentre se i colori osservabili sono tre, si parla di tricroismo.



Mio Dio, non so a voi, mi gira la testa! Sono solamente all’inizio.


La tormalina, secondo la sua collocazione nella scala Mohs (criterio empirico di valutazione della durezza dei minerali utilizzato ancora oggi, ideato nel 1812 dal mineralogista tedesco Friedrich Mohs), è una pietra molto dura e, in tutte le sue varietà, necessita di una pulizia accurata.


Come può essere pulita?


La pulizia può avvenire con acqua - sia fredda che calda (curando di evitare gli sbalzi di temperatura) -, con sapone detergente delicato (purché venga risciacquata velocemente con estrema cura) ed asciugata con un panno morbido.


Come può essere caricata?


L’ideale sarebbe riporne a bagno in una ciotola di vetro trasparente sotto l’influsso della luce lunare; attenzione ad evitare l’esposizione diretta al sole, se invece optate per quella solare. Altrimenti, ancora meglio se vi è possibile!, lasciarla riposare sopra una drusa di ametista o di cristallo di rocca.


Immagino che la maggior parte di noi, quando sente “tormalina”, la prima a cui pensa è la tormalina nera, che, effettivamente, è proprio quella maggiormente diffusa; comunque esiste anche rosa, rossa, azzurra, blu, verde, gialla, giallo bruna, viola, arancione.



La tormalina nera


La mia prima considerazione afferisce proprio il colore, perché, al pari dei minerali presenti nel cristallo, è estremamente importante: il nero.


I cristalli neri assorbono tutte le frequenze luminose quindi sono utili alle persone che non riescono a confrontarsi con la realtà od alle persone che sono vittime delle false illusioni e si rifugiano nei sogni e nelle fantasie, evitando così la difficoltà di affrontare i problemi della vita.


Aiutano a trovare il contatto con la natura e con la propria patria, rinforzando il senso di appartenenza a questo pianeta e fortificando lo spirito di sopravvivenza. Una proprietà importante è anche l’assorbimento delle energie negative e del dolore; potere che aumenta grazie all’abbinamento con il cristallo di rocca.

Le vibrazioni della tormalina nera sono in linea con il primo chakra, Muladhara o Chrakra della Radice, paragonabile alle fondamenta della casa. La tormalina nera è una pietra di grande potenza ed efficacia: la sua energia funziona come un catalizzatore offrendoci uno scudo contro le fonti di inquinamento, sia fisiche che eteriche ed un sostegno per purificarci dalle tossine e per rinforzare il nostro campo aurico.


Una pietra vicino al computer, al modem o ad altra fonte d’inquinamento, risucchierà il campo magnetico che restituirà all’ambiente sotto forma di energia pulita; una pietra nelle vicinanze della porta d’ingresso, invece, proteggerà la casa.


Equilibra le energie maschili e femminili nel corpo, ispira la tranquillità, promuove l’imparzialità, riduce le tensioni, rafforza la capacità di pensare in modo razionale e di riconoscere i propri errori quindi porta all’introspezione e chiarisce i blocchi interiori.


Allontana pensieri distruttivi, rimuove atteggiamenti vittimistici e di autocommiserazione grazie alla trasformazione dell’atteggiamento negativo in positivo, attenua le emozioni negative (paura, panico, rabbia, gelosia). Riduce ed aiuta a scaricare le tensioni, sblocca e purifica i ristagni di energia. E’ particolarmente utile al cervello per bilanciare gli emisferi, quello destro e quello sinistro.


Aiuta a risolvere situazioni apparentemente senza via d’uscita.


Migliora la consapevolezza, aumenta l’autostima ed amplia le energie psicofisiche. Porta chiarezza nella nostra vita e promuove la nostra luce, aiuta a mantenerci spiritualmente vivi ed aperti, all’universo ed ai cambiamenti.




Per qualsiasi informazione, chiarimento o curiosità, contattatemi su: contatti@ladonnacristallo.com.


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