Berillo verde: la pietra del veggente

Aggiornato il: 26 nov 2019



Cari Amici,

è nuovamente il nostro momento, il nostro angolo magico e "sbarluccicoso", l’occasione per incontrare un’altra pietra molto importante: il BERILLO VERDE.



Un po' di storia e qualche curiosità

Il termine berillo identifica un’ampia “famiglia” di pietre minerali. Le sue varie colorazioni, dovute alla presenza di ioni estranei nella formula chimica, creano le differenti varietà esistenti: il giallo è prodotto dall’uranio; l’oro (eliodoro) è prodotto dall’uranio e dal ferro; l’acqua, l’azzurro, il blu sono prodotti dal ferro; il verde è prodotto dal cromo o vanadio (smeraldo); il rosso è prodotto dal litio e dal manganese (berillo rosa, berillo rosso).


Il componente più famoso della famiglia è lo smeraldo verde (veniva anticamente considerato simbolo della speranza, della natura che si risveglia a primavera, della continuità della vita), seguito dall'acquamarina blu (veniva anticamente considerata propiziatrice di matrimoni felici ed utile per abbattere la sofferenza).


I giacimenti di berillo si trovano prevalentemente in Norvegia, Austria, Germania, Svezia, Irlanda, Russia, Brasile, Colombia, Madagascar, Mozambico, Pakistan, Afghanistan, Sud Africa, Stati uniti e Zambia.


Pare che nel Paleolitico il Berillo verde venne utilizzato per creare utensili da taglio. L’origine prima della parola, però, è nel sanscrito verulyam, successivamente tradotto in beryllos per i Greci o berillus per i Latini. Gli antichi Indù tenevano in grande considerazione questa pietra e se ne adornavano la fronte. Ancora oggi la ritengono simbolo di purezza e la regalano come dono di nozze; soltanto portata dagli sposi, affermano, si carica di legittimo potere erotico.


Risulta che era conosciuto nell’antichità come disintossicante e come fortificante della vista: gli antichi Greci credevano fosse un eccellente amuleto per tutte le problematiche connessi agli occhi.


Il berillo è anche citato nell'Apocalisse, il libro profetico appartenente al Nuovo Testamento scritto da San Giovanni Evangelista, dove si dice che era l'ottava pietra dei gradini della Gerusalemme celeste; era la dodicesima pietra che ornava il «Razionale» del Gran Sacerdote degli Ebrei, ovvero un pezzo quadrato di stoffa ornato con dodici pietre preziose (ognuna corrispondente ad una delle dodici tribù in cui era divisa Israele); serviva anche agli antichi cristiani per accendere il fuoco del Sabato Santo, secondo un rito oggi in disuso.



I benefici del Berillo verde

È stato utilizzato per molto tempo per incrementare la capacità mentale, al punto da venire definito “la pietra del veggente”, anche perché, con questo minerale, si costruivano specchi magici per sviluppare la dote di chiaroveggenza e, nello stesso campo, era utilizzato, dopo un’immersione in acqua, per evocare spiriti allo scopo di conoscere il futuro.

Nell’Irlanda del V secolo gli indovini che utilizzavano sfere di berillo erano noti come “speculari”.


In tempi più recenti è stato scelto anche come pietra cerimoniale nei riti di magia ed utilizzato per assorbire il veleno oppure per difendersi dalle lingue velenose: ne “Il lapidario“ di Alfonso il Saggio si legge che, se si macina la pietra e se ne pone la polvere su un veleno, bolle come acqua sul fuoco e, più il veleno è forte, più cresce il suo bollore.


Il Dolce, un esperto incisore del XII secolo, raccomandava di scolpire nel berillo la sagoma di un cane per ottenere onori e ricchezza, quella di una rana per riappacificare i nemici, seminando, al contrario, discordia fra gli amici.


È stato impiegato come medicamento per combattere il mal di mare, i dolori allo stomaco e le infiammazioni della gola; era ritenuto efficace nella terapia dell’epilessia e delle emicranie, per gli spasmi e le convulsioni.

Triturato ed unito a pari peso all’argento, veniva somministrato ai lebbrosi. Si riteneva che giovasse alla gravidanza, prevenisse l’aborto e facilitasse il parto.


Successivamente venne utilizzato per la produzione di lenti e, proprio dal suo nome, deriva la parola tedesca “brille”, cioè “occhiali”.


Nel 1913, in Namibia, una compagnia mineraria tedesca scoprì il primo importante giacimento di berillo: il materiale scoperto venne chiamato "eliodoro", un termine di derivazione greca che significa "dono del sole". A Lucas von Cranach, uno dei designer di gioielli più famosi dell'epoca, venne chiesto di creare un set di gioielli per l'imperatore tedesco, re di Prussia, allora sul trono, cioè il Kaiser Guglielmo II: questa importante occasione di notorietà consentì al berillo dorato di guadagnare la fama di pietra preziosa.


Simbolicamente il colore della pietra, il verde, richiama la ricerca della conoscenza.


I minerali di colore verde donano equilibrio ed armonia; incrementano l’amore per la natura (favorendo l’armonia con la natura e con le sue leggi) e creano l’attaccamento alla terra.

Rendono compassionevoli, donano capacità di discernimento, stimolano il senso di giustizia e conferiscono magnanimità.


Il Berillo rende perseveranti, efficienti e versatili, lungimiranti e gioiosi. Aiuta la persona a sentirsi più sicura di sé e di quelle che sono le doti personali; allo stesso tempo, però, rende consapevoli delle mancanze (tutti ne abbiamo!).


Svolge un’azione rivitalizzante e riequilibratrice del sistema nervoso vegetativo. È efficace contro il nervosismo e le crisi emotive indotte dallo stress.


Mantiene in equilibrio corpo e mente, filtra gli stimoli esterni andando a coadiuvare ed a migliorare la concentrazione. Favorisce l’accettazione di sé e degli eventi dolorosi, coadiuva i processi di guarigione.


Rende attivi, attenti e positivi, senza però far dimenticare il lavoro interiore e l’evoluzione spirituale. Stimola la fantasia e la creatività.



Il mio consiglio sugli usi del Berillo

Desiderate ottenere i massimi risultati con il berillo?

Allora è da portare a stretto contatto con la pelle. Però attenzione!!! È importante rammentare che è una pietra sensibile alla pressione ed al contatto con prodotti chimici di uso domestico. È una delle pietre più resistenti, d’accordo, però necessita di essere maneggiata con cura.


È opportuno evitare di indossare il berillo se si lavora con prodotti chimici aggressivi o detergenti domestici (acidi o candeggianti) oppure se si svolgono attività sportive.


Per la sua pulizia utilizzare acqua tiepida insaponata ed un panno morbido, sciacquare le pietre, non in acqua calda, fino ad assicurarsi di eliminare ogni traccia di sapone.

È sconsigliabile l'uso di ultrasuoni e vapore per la pulizia dei gioielli con il berillo.


Il Berillo è il cristallo che può diventare simbolo di guarigione per l'anima, verde come un luogo naturale e sacro, in cui più forte si avverte la forza della natura, indipendente dalle gesta e dalle abitudini umane.


Come un bosco verde che da un potente elemento di connessione fra terra e cielo, uniti dalle radici degli alberi che affondano nella terra (mondo sotterraneo e indifferenziato della materia) e dalle cime più alte dei rami che sfiorano la volta del cielo, il respiro dell’aria, lo spirito: io personalmente ricollego questo cristallo alle querce, fonte di purificazione e di saggezza.


Questo può confermare il bisogno di raccoglimento, il bisogno di recuperare le forze in un contatto con la sua natura più “intima”, nella sacralità della “propria” inconscia foresta, nell’accoglimento del femminile.


Consiglio una bella meditazione con questo cristallo, grazie alla quale possiamo ottenere un buon radicamento con la terra, come una forza che dal basso sale verso l'alto, come una quercia che ha la potenza di andare in alto, piano piano.


Ne ho dette di tutte e di più. So che siete pazienti ed anche curiosi.

Vi ripeto e vi rammento ciò che già sapete a menadito: per qualsiasi informazione, chiarimento o curiosità, contattatemi su contatti@ladonnacristallo.com.


Se volete acquistare il Berillo, vi invito a visitare il mio sito:


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